Il mio studio si trova in Via Delle Driadi, 44 in Francavilla al Mare (CH). È una parallela di Viale Alcione.

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Si tratta di una tecnica di rilassamento che agisce sia sul corpo che sulla psiche ideata dal Dott. J. H. Schultz. E' una vera e propria tecnica di “guarigione” in grado di produrre delle reali modificazioni sia a livello fisico che psichico andando a stimolare il sistema neurovegetativo e ad agire sulla consapevolezza del corpo, delle emozioni, dei pensieri e sulla personalità.

Training AutogenoPermette di immergersi in un profondo stato di distensione (scheletrica, muscolare, percettiva, cognitiva, emotiva, ideativa, relazionale, affettiva) attraverso la quale è possibile prevenire e gestire ogni tensione (lo stress) e, in particolare, di rilevare l’eccessiva attività/reattività nell’ambito delle emozioni e degli stati di ansia.

Per “Training” ci si riferisce all’allenamento graduale, mentre “Autogeno” fa riferimento agli effetti psicofisici che si generano da sé – quindi spontaneamente – nel corso della pratica. Il tutto consiste in sintesi in un intervento su se stessi, con l’obiettivo di portare alla distensione e ad un equilibrio emotivo, condizioni indispensabili per raggiungere uno stile di vita disteso e calmo, in grado di garantire il benessere.

Dal punto di vista fisiologico cambiano le interazioni fra le varie strutture del Sistema Nervoso, in particolare a livello neurovegetativo. Vengono influenzati la respirazione, il metabolismo e la circolazione del sangue. Dal punto di vista psichico commutare significa cambiare pensieri e atteggiamenti strutturati da tempo, usare in maniera diversa la concentrazione e l’attenzione. La pratica consente di modificare il tono dell’umore, di ridurre gli stati emotivi e l’ansia, innescando rilassamento e un maggiore benessere.

Attraverso la pratica del training autogeno si apprende lo staccarsi dall’azione (al non fare niente, al lasciare che accada da sé). Il Training Autogeno può essere considerato come una di quelle tecniche terapeutiche non farmacologiche brevi, collocandosi a metà strada tra tecniche di rilassamento e autoipnosi. Uno dei concetti fondamentali del training autogeno è la passività, cioè assenza di volontà. L’atteggiamento ideale per iniziare gli esercizi è quello dell’abbandono passivo, che contrasta con lo stato di vigilanza con cui siamo abituati ad affrontare le nostre esperienze quotidiane. Nel training autogeno la volontà ostacola la distensione.

Schultz diceva:

"Tutto il volere teso, attivo e anche un pensare attivo indirizzato ad uno scopo, sono incompatibili con l’atteggiamento interiore di passività accettante"

Sin da piccoli siamo stati abituati a non dare spazio alla passività per ragioni di sopravvivenza. Da adulti ci ritroviamo in un perenne atteggiamento di vigilanza, attacco o difesa . Abbiamo completamente perso di vista il contatto con il concetto di passività. Infatti dimentichiamo cosa significa vivere senza sforzo, senza stare perennemente in guardia. Il Training autogeno consta di una serie di esercizi che producono una sensazione di "pesantezza" e "calore" delle membra permettendo di disconnettere la mente dal turbine di pensieri generati dallo stress quotidiano.

"Ritengo di aiutare a evolvere, così come fa il giardiniere quando scosta pietre e arbusti perché le piante possano meglio crescere" (J.H. Schultz)

 

Una separazione può avere degli effetti altamente dolorosi non soltanto per la coppia, specialmente se è ancora alta la rabbia fra gli ex-coniugi, ma anche per i figli, che dovranno in un modo o nell’altro superare il trauma del distacco da uno dei due genitori. In questo panorama abbastanza usuale ai giorni nostri, il mediatore familiare diventa una figura fondamentale per fare in modo che la separazione avvenga nel modo meno traumatico possibile.

Come mediatore familiare, accolgo le famiglie in fase di separazione, ascolto i loro bisogni, tenendo presente le esigenze di ogni singolo componente del nucleo familiare. Stimolo le persone a trovare un punto di accordo, in un ambiente neutrale, affinchè i bisogni di tutti, con particolare risalto a quelli dei figli, siano soddisfatti. 

Gli obiettivi della mediazione sono i seguenti:

  • ridurre il conflitto individuando strategie per una soluzione
  • facilitare o ripristinare una comunicazione funzionale
  • favorire l’adattamento alla separazione nei figli e nei genitori
  • informare e sostenere il bambino durante il processo di separazione
  • promuovere la co-genitorialità

Mantenendo una posizione imparziale, aiuto la gestione dei conflitti familiari secondo il metodo di risoluzione alternativa dei conflitti, spingendo le parti a trovare un accordo che sia economicamente ed emotivamente valido per tutti i membri della famiglia.

  • Destinatari dell'intervento sono le coppie separate, divorziate o in fase di pre-separazione. Al servizio possono accedere anche singoli genitori che richiedano supporto psicologico specifico rispetto alla separazione.

"I genitori si separano e tante volte il figlio è preso come ostaggio: il papà gli parla male della mamma e la mamma gli parla male del papà, e si fa tanto male. Dirò a voi che vivete matrimoni separati mai, mai, mai, prendere il figlio come ostaggio, voi siete separati per tante difficoltà e motivi, la vita vi ha dato questa prova, ma che i figli non siano quelli che portano il peso di questa separazione" (Papa Francesco)

Gli attuali ritmi di vita e il numero di cose da fare sono la principale causa di stress, infelicità e malattia. Dover fare diverse attività contemporaneamente e per diverso tempo porta ad una dispersione di concentrazione e di energia non auspicabile per il benessere della persona. 

La pratica della Mindfulness vede come suo obiettivo principale il raggiungimento di un grado di consapevolezza del proprio essere attraverso il porre una diretta attenzione sul corpo e sul respiro attraverso il quale l'individuo raggiunge uno stato di benessere. Difatti, divenendo consapevoli e non critici nei confronti di sé stessi e della realtà, gli individui imparano a  gestire emozioni, sensazioni e pensieri negativi che possono portare alla sofferenza.

La pratica delle sedute e la teoria relativa allo stato meditativo possono essere facilitati se si è seguiti da uno psicoterapeuta titolato e con diretta esperienza nel settore. Nel mio caso, oltre ad aver conseguito titoli specializzati, eseguo sedute di Mindfulness a buona parte dei pazienti che mi vengono sottoposti.

Mindfulness significa essere consapevoli e pienamente presenti in ciò che sta accadendo in questo momento, calandosi nell'istante presente e rappresenta l'opportunità di condurre un'esistenza migliore. Questa pratica si propone di aiutarci a sostituire, nella vita quotidiana, i comportamenti reattivi, automatici e distruttivi, con scelte consapevoli e funzionali. Produce un aumento della nostra consapevolezza, ci aiuta ad abbandonare i giudizi e, di conseguenza, lo stress e l'ansia. Ci conduce verso un'esperienza di vita più ricca e piena.

Il concetto di Mindfulness affonda le sue radici principalmente nelle tradizioni contemplative buddiste, anche se la sua pratica è totalmente laica, priva di componente religiosa. Secondo la filosofia buddhista la sofferenza (intesa come sofferenza psicologica) discende da una visione errata della realtà che può essere corretta mediante la meditazione e il raggiungimento della cosiddetta "illuminazione" ovvero di uno stato di benessere globale e in perfetta armonia con la natura. Questa meditazione si può effettuare in ogni momento della giornata. La pratica può essere formale e informale: quella formale richiede di ritagliarsi del tempo ogni giorno da dedicare alla meditazione, in silenzio, prestando attenzione alla respirazione, ai sensi, alle emozioni, ai suoni; quella informale invece non segue regole precise e consiste nel prendere coscienza della vita di ogni giorno, prestando una nuova attenzione a tutte quelle attività quotidiane che spesso svolgiamo inserendo il "pilota automatico" come mangiare, fare una doccia, guidare, camminare e sbrigare le faccende domestiche... La pratica della Mindfulness ci permette di comprendere che i pensieri vanno e vengono, che i pensieri sono solo pensieri e noi non siamo i nostri pensieri. La consapevolezza ci permette di cogliere i nostri schemi di pensiero negativi prima che questi ci travolgano e risucchino in una spirale discendente. Ci restituisce il controllo della nostra vita ed il giusto senso della prospettiva che ci permette di capire, nella nostra esistenza, cosa è davvero importante e cosa non lo è.

Una moltitudine di prove scientifiche conferma la presenza di cambiamenti, sia sul piano dell'esperienza interiore sia sul comportamento esterno, derivanti dalla Mindfulness. Gli studi scientifici hanno dimostrato che la pratica della meditazione Mindfulness è in grado di provocare cambiamenti salutari nel cervello. Oltre a prevenire la depressione, influisce positivamente sugli schemi cerebrali che stanno alla base dell'ansia, dello stress e della rabbia. Migliora la creatività, la memoria e le relazioni personali. La Mindfulness è in grado quindi di ricoprire un ruolo significativo nel potenziare il benessere psicofisico della persona. Al di là delle evidenze scientifiche, è necessario ricordare che la cosa più importante che la pratica insegna è: prendersi cura di se stessi. Questo è un fattore determinante per il mantenimento del benessere e, spesso, nella guarigione dei disagi fisici o psichici della persona.

Giorgia Pulsoni: Titoli, Master e referenze

 


Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università degli studi G.D'Annunzio di Chieti ed iscritta all'albo degli psicologi della regione Abruzzo con n. 1231.

Ho conseguito una specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso il CPC (centro di psicologia clinica) di Pescara.

Effettuo consulenze psicologiche e trattamenti di psicoterapia rivolti al singolo, alla coppia e alla famiglia su diverse tipologie di disagio, problematiche o difficoltà.

Mi occupo prevalentemente della cura dei disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, disturbi dell’apprendimento, disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti. Offro training per la gestione delle emozioni e training per il potenziamento dell'autostima e dell'assertività. Specializzata in tecniche di rilassamento, training autogeno e mindfulness.

 

 

 

 

 Specializzazione in Psicologia Cognitivo Comportamentale:

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale è una terapia sviluppata negli anni ’60 da A.T. Beck e oggi adottata nella pratica clinica da buona parte degli psicoterapeuti in Europa e nel mondo. È, infatti, la terapia che vanta la maggiore conferma scientifica nel panorama nazionale e internazionale.

È una terapia strutturata (si articola secondo una struttura ben definita, benché non in maniera rigida, per assicurarne la massima efficacia), direttiva (il terapeuta istruisce il cliente e assume attivamente il ruolo di “consigliere esperto”), di breve durata (cambiamenti significativi sono attesi entro i primi sei mesi) e orientata al presente (è volta a risolvere i problemi attuali, anche se generalmente l’origine risale all’infanzia). Essa è finalizzata a modificare i pensieri e le credenze distorte, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi, producendo la riduzione e l’eliminazione del sintomo e apportando miglioramenti duraturi nel tempo.

 

Titolo di Mediatore Familiare

Corso Biennale di Specializzazione per Mediatore Familiare presso l’Università degli Studi di Teramo, con una tesi su casi clinici riguardanti problemi familiari e di coppia.

Una separazione può avere degli effetti altamente dolorosi non soltanto per la coppia, specialmente se è ancora alta la rabbia fra gli ex-coniugi, ma anche per i figli, che dovranno in un modo o nell’altro superare il trauma del distacco da uno dei due genitori. In questo panorama abbastanza usuale ai giorni nostri, il mediatore familiare diventa una figura fondamentale per fare in modo che la separazione avvenga nel modo meno traumatico possibile.

Come mediatore familiare, accolgo le famiglie in fase di separazione, ascolto i loro bisogni, tenendo presente le esigenze di ogni singolo componente del nucleo familiare. Stimolo le persone a trovare un punto di accordo, in un ambiente neutrale, affinchè i bisogni di tutti, con particolare risalto a quelli dei figli, siano soddisfatti. 

 


Master in Psicodiagnostica Clinica e ForenseMaster in Psicodiagnostica Clinica e Forense.
 Sono iscritta all’Albo dei Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU) del Tribunale di Pescara con n. 2822. Esperta in perizie psicologiche riguardanti lo studio della personalità sia in ambito clinico che in ambito forense.

Offro i seguenti servizi: somministrazione e interpretazione dei più diffusi e utilizzati reattivi psicologici in ambito clinico e giuridico peritale (test Rorschach, TAT, test grafici, MMPI-2, MCMI-III, SCID-V, WAIS-IV); analisi del funzionamento psichico, inquadramento diagnostico e stesura di un profilo di personalità.

Redazione di una relazione psicodiagnostica completa; stesura di una relazione tecnica di Ufficio e/o di Parte.

 

 

Titolo MindfullnessLa Mindfulness permette di passare da uno stato di sofferenza a una percezione soggettiva di benessere, grazie alla conoscenza profonda degli stati mentali. Mindfulness significa portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994). La Mindfulness è quindi un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al qui ed ora, consapevolezza e accettazione del momento presente (Hanh, 1987).

Gli elementi costitutivi della Mindfulness, che emergono dalle definizioni riportate sopra (consapevolezza e attenzione) evidenziano quale sia la finalità della pratica meditativa: l’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada attraverso un lavoro attivo con i propri pensieri e le proprie emozioni, seguendo le sedute con l'aiuto di uno psicoterapeuta esperto.

 

 

Elaborazione del LuttoElaborazione del Lutto: Il "lutto" rappresenta lo stato d'animo che si vive in seguito alla perdita di una persona cara. Questo processo psicologico doloroso può mettersi in moto non solo dopo la morte ma anche nel caso di una separazione, di altri avvenimenti legati all'abbandono o alla fine di una relazione importante. Con elaborazione del lutto s'intende tutto il processo di rielaborazione legato alla perdita di una persona cara. Questa fase può essere molto dolorosa ed è solitamente caratterizzata da sentimenti quali tristezza, rabbia, colpa o senso di vuoto. Si tratta comunque di un processo fondamentale per evitare che questa situazione possa trasformarsi in lutto patologico e creare un trauma che si ripresenterà nel futuro, causando la comparsa di diversi sintomi e disturbi.

Elaborare la perdita è fondamentale per poter ricominciare a vivere nuovamente con serenità,   speranza e progettualità nel futuro.

 


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